Skyline e Supra. Esiste anche l'Eclipse, ma quale?
Talvolta mi scordo.
Mitsubishi Eclipse GSX Turbo 4x4 (400cv)
Antefatto
Anno 1995, sbarca in Italia una Mitsubishi Eclipse. Provenienza America. Oggi questa stessa vettura è iscritta ad un registo storico, ieri era ancora illibata ed originale. Oggi con il motore forgiato e qualche cavallo di troppo solca l'asfalto fiera.
Strane sono le vie dei Demoni della velocità.
Qua in Italia per quanto ho capito non era disponibile a catalogo. Venne appunto importata da qualche Eroe volenteroso. Come sempre, neanche a dirlo, anni dopo, sarà fra le auto iconiche che tutti vedremo sul grande schermo nel meta-film-fast and furious. Eppure, oltre questo, che potrebbe anche essere un motivo ridondante solo per desiderarla, oltre l'aspetto cinematografico, oltre il mito, pare sia come avere una EVO con un vestito diverso.
Esiste della sostanza in questa macchina. Il che potrebbe anche interessare ad alcuni.
Alcuni diranno Photoshop...
E' ancora presto per poter dire altro. Dovrei guidarla a lungo. Per come va sembra un equilibrio abbastanza riuscito tra l'assurdo e la normalità. Almeno dal punto di vista pratico. Penso sia un ottimo esempio di come delle vecchie auto possano riproporsi non solo con il "ricordo" di quando erano nuove ma anche con prestazioni effettive sulla lunga distanza. Il punto forte della vettura è il motore ed il tipo di trazione. Inoltre rispetto a quando l'avevo vista la prima volta i nuovi cerchi, il trattamento alla carrozzeria e gli accessori scelti da Passione Motori hanno definito una differenza sul colpo d'occhio. Il lato più obliquo è legato effettivamente al tipo di erogazione, se uno ama i bassi è meglio che non si sieda neanche qua dentro ed al contrario gli amanti degli alti dovrebbero trovare in essa una fucilata godereccia suprema. Per chi sogna un Eclipse credo non esista niente oltre questa rossa. Magari in futuro diventerete i nuovi custodi di questo manufatto. Siamo nel periodo dove le vere americane erano in declino e da quelle parti vendevano parecchio le auto Japponesi con motori ridotti e sovralimentati. Era il periodo peggiore per le Muscle Car Americane che si auto-copiavano il design per assomigliare alle Jappo che, appunto, al tempo erano pensate proprio per quel tipo di "pubblico" come un serpente che si morde la coda in un anello infinito. Risultati spiacevoli a parte in questo contesto di joint venture tra la casa Nipponica e l'allora ancora forte Chrysler portò in Illinois la costruzione della Mitsubishi Eclipse. Evidentemente la cosa piacque ed arrivò una seconda serie con gli stessi intenti. Infatti proprio questa seconda serie fu commercializzata con il marchio Plymouth. Rispetto alla prima serie cambiarono in modo evidente le forme in ottica aerodinamica e moderna ma anche del design degli interni. Non somiglia più ad una Prelude. Venne prodotta con diverse motorizzazioni. Nello specifico della GSX si trattava di un motore 2.0L da 210cv stock con uno 0-100 in 6.5s. Copyright: Tutte le foto sono dei rispettivi autori. Alcune sono tratte dai video di Passione Motori, altre le ho scaricate dal profilo pubblico di Garage 52. Alcune sono nostre di Pit Nagata e Rollo. La riproduzione eventuale del testo è consentita citando la fonte.












E' ancora presto per poter dire altro. Dovrei guidarla a lungo. Per come va sembra un equilibrio abbastanza riuscito tra l'assurdo e la normalità. Almeno dal punto di vista pratico. Penso sia un ottimo esempio di come delle vecchie auto possano riproporsi non solo con il "ricordo" di quando erano nuove ma anche con prestazioni effettive sulla lunga distanza. Il punto forte della vettura è il motore ed il tipo di trazione. Inoltre rispetto a quando l'avevo vista la prima volta i nuovi cerchi, il trattamento alla carrozzeria e gli accessori scelti da Passione Motori hanno definito una differenza sul colpo d'occhio. Il lato più obliquo è legato effettivamente al tipo di erogazione, se uno ama i bassi è meglio che non si sieda neanche qua dentro ed al contrario gli amanti degli alti dovrebbero trovare in essa una fucilata godereccia suprema. Per chi sogna un Eclipse credo non esista niente oltre questa rossa. Magari in futuro diventerete i nuovi custodi di questo manufatto. Siamo nel periodo dove le vere americane erano in declino e da quelle parti vendevano parecchio le auto Japponesi con motori ridotti e sovralimentati. Era il periodo peggiore per le Muscle Car Americane che si auto-copiavano il design per assomigliare alle Jappo che, appunto, al tempo erano pensate proprio per quel tipo di "pubblico" come un serpente che si morde la coda in un anello infinito. Risultati spiacevoli a parte in questo contesto di joint venture tra la casa Nipponica e l'allora ancora forte Chrysler portò in Illinois la costruzione della Mitsubishi Eclipse. Evidentemente la cosa piacque ed arrivò una seconda serie con gli stessi intenti. Infatti proprio questa seconda serie fu commercializzata con il marchio Plymouth. Rispetto alla prima serie cambiarono in modo evidente le forme in ottica aerodinamica e moderna ma anche del design degli interni. Non somiglia più ad una Prelude. Venne prodotta con diverse motorizzazioni. Nello specifico della GSX si trattava di un motore 2.0L da 210cv stock con uno 0-100 in 6.5s. Copyright: Tutte le foto sono dei rispettivi autori. Alcune sono tratte dai video di Passione Motori, altre le ho scaricate dal profilo pubblico di Garage 52. Alcune sono nostre di Pit Nagata e Rollo. La riproduzione eventuale del testo è consentita citando la fonte.












Auto relativamente piccola e leggera, mi piace. Dall'aspetto compatto, tondo, ma non eccessivamente indulgente.
La gobba sul cofano è evocativa. Impreziosita da cerchi Japan Racing a contrasto bronzo, lip e lame laterali. Il colore è rosso. Tutto quello che si colora di rosso diventa quasi automaticamente più gradevole alla vista. Carrozzeria in ordine e curata. Scarico generoso. Piace molto l'alettone che chiudono come un cerchio i fari infiniti posteriori. Strizza l'occhio ad altre vetture degli anni '90 che popolavano le strade Americane.
Nel mio percorso motoristico inverso ed alle soglie del 2023 arrivo a guidarla. Difatti, ancora oggi, pare ci siano solo quattro vetture come questa immatricolate nel nostro paese e poteva non essere automatico arrivare a guidarne una. Il che farà perdere il sonno a molti che da ormai troppo tempo la vedono come un icona pop. Se vogliamo tra l'inaccessibile, il raro ed a mio parere, pure alla fine della catena alimentare, quella delle "grosse" auto Jappo.
Si colloca nel sottoinsieme dell'immaginario collettivo degli amanti del genere.
Il saggio porterebbe innumerevoli altre auto nello stesso paniere ma noi siamo più limitati.
Di sicuro è sulla "bocca di tutti" quando si svelano le carte delle "grandi auto" d'importazione JDM, sebbene del Japan Domestic Market questa Eclipse ha solo una potente anima nascosta sotto la carrozzeria. E' ancora presto per poter dire altro. Dovrei guidarla a lungo. Per come va sembra un equilibrio abbastanza riuscito tra l'assurdo e la normalità. Almeno dal punto di vista pratico. Penso sia un ottimo esempio di come delle vecchie auto possano riproporsi non solo con il "ricordo" di quando erano nuove ma anche con prestazioni effettive sulla lunga distanza. Il punto forte della vettura è il motore ed il tipo di trazione. Inoltre rispetto a quando l'avevo vista la prima volta i nuovi cerchi, il trattamento alla carrozzeria e gli accessori scelti da Passione Motori hanno definito una differenza sul colpo d'occhio. Il lato più obliquo è legato effettivamente al tipo di erogazione, se uno ama i bassi è meglio che non si sieda neanche qua dentro ed al contrario gli amanti degli alti dovrebbero trovare in essa una fucilata godereccia suprema. Per chi sogna un Eclipse credo non esista niente oltre questa rossa. Magari in futuro diventerete i nuovi custodi di questo manufatto. Siamo nel periodo dove le vere americane erano in declino e da quelle parti vendevano parecchio le auto Japponesi con motori ridotti e sovralimentati. Era il periodo peggiore per le Muscle Car Americane che si auto-copiavano il design per assomigliare alle Jappo che, appunto, al tempo erano pensate proprio per quel tipo di "pubblico" come un serpente che si morde la coda in un anello infinito. Risultati spiacevoli a parte in questo contesto di joint venture tra la casa Nipponica e l'allora ancora forte Chrysler portò in Illinois la costruzione della Mitsubishi Eclipse. Evidentemente la cosa piacque ed arrivò una seconda serie con gli stessi intenti. Infatti proprio questa seconda serie fu commercializzata con il marchio Plymouth. Rispetto alla prima serie cambiarono in modo evidente le forme in ottica aerodinamica e moderna ma anche del design degli interni. Non somiglia più ad una Prelude. Venne prodotta con diverse motorizzazioni. Nello specifico della GSX si trattava di un motore 2.0L da 210cv stock con uno 0-100 in 6.5s. Copyright: Tutte le foto sono dei rispettivi autori. Alcune sono tratte dai video di Passione Motori, altre le ho scaricate dal profilo pubblico di Garage 52. Alcune sono nostre di Pit Nagata e Rollo. La riproduzione eventuale del testo è consentita citando la fonte.












Arrivo: La macchina è arrivata in Grandi Motori al seguito del desiderio di un nostro importante Cliente di cambiarla per una M5 V10 che proponevamo.
Stefano di West Cars si interessò all'intermediazione di questo desiderio.
Sapeva bene che nessun altro l'avrebbe voluta questa Eclipse. Od almeno sono pochi quelli che si decidono in 2 messaggi. E' la regola dei 5 secondi. Se ci pensi di più rinuncia.
Grande auto anche quella, la M5. Mica pizza e fichi. Effettivamente abbandonarla per una Eclipse denota un certo tipo di pazzia e passione che non tutti hanno. E' stato un atto di fede e d'amore verso quel mondo di "Need For Speed Underground" che mi solletica ancora oggi e mi devia dalla ragione.
Penso che con un passo del genere si possa definire la persona che sono.
UNP: Un Pirla ;)
L'Eclipse qualche anno prima l'avevo già vista in vendita senza approfondire. Anni prima ancora lasciamo perdere perchè si ricade nel calderone del "se avessi" quando come sapete bene io al tempo giravo in Ferrari con un Orso Bruno al guinzaglio. Non ero interessato ma ora lo sono. Non vedevo ma ora vedo, maestro.
Mi piacciono, lo sapete, le auto piccole e strane e spesso molto rare.
Proprio questa rossa in un certo senso era destinata ad arrivare qua in Grandi Motori. Stregoneria anticipata da Pit Nagata e che si sta auto realizzando come una profezia. Tra poco avremo quasi tutte le auto "protagoniste" di FF. Nel mentre che scrivo attendo una Rx7 illibata tra l'altro.
La prima volta che ho visto questa Eclipse rossa ero nella tempolinea della mia prima Skyline R33 che poi acquistai all'estero. E' davvero sorprendente come in così poco tempo sia tutto cambiato. Ho una consapevolezza diversa di questo genere di prodotti. Siamo dei custodi, le stesse auto passano tra di noi come un testimone Olimpico. Qualcuno nel mentre lascia la sua impronta.
E' ancora presto per poter dire altro. Dovrei guidarla a lungo. Per come va sembra un equilibrio abbastanza riuscito tra l'assurdo e la normalità. Almeno dal punto di vista pratico. Penso sia un ottimo esempio di come delle vecchie auto possano riproporsi non solo con il "ricordo" di quando erano nuove ma anche con prestazioni effettive sulla lunga distanza. Il punto forte della vettura è il motore ed il tipo di trazione. Inoltre rispetto a quando l'avevo vista la prima volta i nuovi cerchi, il trattamento alla carrozzeria e gli accessori scelti da Passione Motori hanno definito una differenza sul colpo d'occhio. Il lato più obliquo è legato effettivamente al tipo di erogazione, se uno ama i bassi è meglio che non si sieda neanche qua dentro ed al contrario gli amanti degli alti dovrebbero trovare in essa una fucilata godereccia suprema. Per chi sogna un Eclipse credo non esista niente oltre questa rossa. Magari in futuro diventerete i nuovi custodi di questo manufatto. Siamo nel periodo dove le vere americane erano in declino e da quelle parti vendevano parecchio le auto Japponesi con motori ridotti e sovralimentati. Era il periodo peggiore per le Muscle Car Americane che si auto-copiavano il design per assomigliare alle Jappo che, appunto, al tempo erano pensate proprio per quel tipo di "pubblico" come un serpente che si morde la coda in un anello infinito. Risultati spiacevoli a parte in questo contesto di joint venture tra la casa Nipponica e l'allora ancora forte Chrysler portò in Illinois la costruzione della Mitsubishi Eclipse. Evidentemente la cosa piacque ed arrivò una seconda serie con gli stessi intenti. Infatti proprio questa seconda serie fu commercializzata con il marchio Plymouth. Rispetto alla prima serie cambiarono in modo evidente le forme in ottica aerodinamica e moderna ma anche del design degli interni. Non somiglia più ad una Prelude. Venne prodotta con diverse motorizzazioni. Nello specifico della GSX si trattava di un motore 2.0L da 210cv stock con uno 0-100 in 6.5s. Copyright: Tutte le foto sono dei rispettivi autori. Alcune sono tratte dai video di Passione Motori, altre le ho scaricate dal profilo pubblico di Garage 52. Alcune sono nostre di Pit Nagata e Rollo. La riproduzione eventuale del testo è consentita citando la fonte.












E' ancora presto per poter dire altro. Dovrei guidarla a lungo. Per come va sembra un equilibrio abbastanza riuscito tra l'assurdo e la normalità. Almeno dal punto di vista pratico. Penso sia un ottimo esempio di come delle vecchie auto possano riproporsi non solo con il "ricordo" di quando erano nuove ma anche con prestazioni effettive sulla lunga distanza. Il punto forte della vettura è il motore ed il tipo di trazione. Inoltre rispetto a quando l'avevo vista la prima volta i nuovi cerchi, il trattamento alla carrozzeria e gli accessori scelti da Passione Motori hanno definito una differenza sul colpo d'occhio. Il lato più obliquo è legato effettivamente al tipo di erogazione, se uno ama i bassi è meglio che non si sieda neanche qua dentro ed al contrario gli amanti degli alti dovrebbero trovare in essa una fucilata godereccia suprema. Per chi sogna un Eclipse credo non esista niente oltre questa rossa. Magari in futuro diventerete i nuovi custodi di questo manufatto. Siamo nel periodo dove le vere americane erano in declino e da quelle parti vendevano parecchio le auto Japponesi con motori ridotti e sovralimentati. Era il periodo peggiore per le Muscle Car Americane che si auto-copiavano il design per assomigliare alle Jappo che, appunto, al tempo erano pensate proprio per quel tipo di "pubblico" come un serpente che si morde la coda in un anello infinito. Risultati spiacevoli a parte in questo contesto di joint venture tra la casa Nipponica e l'allora ancora forte Chrysler portò in Illinois la costruzione della Mitsubishi Eclipse. Evidentemente la cosa piacque ed arrivò una seconda serie con gli stessi intenti. Infatti proprio questa seconda serie fu commercializzata con il marchio Plymouth. Rispetto alla prima serie cambiarono in modo evidente le forme in ottica aerodinamica e moderna ma anche del design degli interni. Non somiglia più ad una Prelude. Venne prodotta con diverse motorizzazioni. Nello specifico della GSX si trattava di un motore 2.0L da 210cv stock con uno 0-100 in 6.5s. Copyright: Tutte le foto sono dei rispettivi autori. Alcune sono tratte dai video di Passione Motori, altre le ho scaricate dal profilo pubblico di Garage 52. Alcune sono nostre di Pit Nagata e Rollo. La riproduzione eventuale del testo è consentita citando la fonte.












Preparazione
La lista delle modifiche penso di pubblicarla a breve sotto questo post su google drive. Sono tante e noiose da leggere.
Essenzialmente per chi vuole intrattenersi trovate tutti i video su Youtube. Basta cercare "Mitsubishi Eclipse Passione Motori". Il motore grazie agli sforzi congiunti di Passione Motori e del motorista di Garage 52 ha attualmente 408cv a 7800 giri e 38kgm di coppia. Molto curato, deve essere stato un lavoro intenso e diversamente non avrei preso in considerazione l'auto. E' ancora presto per poter dire altro. Dovrei guidarla a lungo. Per come va sembra un equilibrio abbastanza riuscito tra l'assurdo e la normalità. Almeno dal punto di vista pratico. Penso sia un ottimo esempio di come delle vecchie auto possano riproporsi non solo con il "ricordo" di quando erano nuove ma anche con prestazioni effettive sulla lunga distanza. Il punto forte della vettura è il motore ed il tipo di trazione. Inoltre rispetto a quando l'avevo vista la prima volta i nuovi cerchi, il trattamento alla carrozzeria e gli accessori scelti da Passione Motori hanno definito una differenza sul colpo d'occhio. Il lato più obliquo è legato effettivamente al tipo di erogazione, se uno ama i bassi è meglio che non si sieda neanche qua dentro ed al contrario gli amanti degli alti dovrebbero trovare in essa una fucilata godereccia suprema. Per chi sogna un Eclipse credo non esista niente oltre questa rossa. Magari in futuro diventerete i nuovi custodi di questo manufatto. Siamo nel periodo dove le vere americane erano in declino e da quelle parti vendevano parecchio le auto Japponesi con motori ridotti e sovralimentati. Era il periodo peggiore per le Muscle Car Americane che si auto-copiavano il design per assomigliare alle Jappo che, appunto, al tempo erano pensate proprio per quel tipo di "pubblico" come un serpente che si morde la coda in un anello infinito. Risultati spiacevoli a parte in questo contesto di joint venture tra la casa Nipponica e l'allora ancora forte Chrysler portò in Illinois la costruzione della Mitsubishi Eclipse. Evidentemente la cosa piacque ed arrivò una seconda serie con gli stessi intenti. Infatti proprio questa seconda serie fu commercializzata con il marchio Plymouth. Rispetto alla prima serie cambiarono in modo evidente le forme in ottica aerodinamica e moderna ma anche del design degli interni. Non somiglia più ad una Prelude. Venne prodotta con diverse motorizzazioni. Nello specifico della GSX si trattava di un motore 2.0L da 210cv stock con uno 0-100 in 6.5s. Copyright: Tutte le foto sono dei rispettivi autori. Alcune sono tratte dai video di Passione Motori, altre le ho scaricate dal profilo pubblico di Garage 52. Alcune sono nostre di Pit Nagata e Rollo. La riproduzione eventuale del testo è consentita citando la fonte.












E' ancora presto per poter dire altro. Dovrei guidarla a lungo. Per come va sembra un equilibrio abbastanza riuscito tra l'assurdo e la normalità. Almeno dal punto di vista pratico. Penso sia un ottimo esempio di come delle vecchie auto possano riproporsi non solo con il "ricordo" di quando erano nuove ma anche con prestazioni effettive sulla lunga distanza. Il punto forte della vettura è il motore ed il tipo di trazione. Inoltre rispetto a quando l'avevo vista la prima volta i nuovi cerchi, il trattamento alla carrozzeria e gli accessori scelti da Passione Motori hanno definito una differenza sul colpo d'occhio. Il lato più obliquo è legato effettivamente al tipo di erogazione, se uno ama i bassi è meglio che non si sieda neanche qua dentro ed al contrario gli amanti degli alti dovrebbero trovare in essa una fucilata godereccia suprema. Per chi sogna un Eclipse credo non esista niente oltre questa rossa. Magari in futuro diventerete i nuovi custodi di questo manufatto. Siamo nel periodo dove le vere americane erano in declino e da quelle parti vendevano parecchio le auto Japponesi con motori ridotti e sovralimentati. Era il periodo peggiore per le Muscle Car Americane che si auto-copiavano il design per assomigliare alle Jappo che, appunto, al tempo erano pensate proprio per quel tipo di "pubblico" come un serpente che si morde la coda in un anello infinito. Risultati spiacevoli a parte in questo contesto di joint venture tra la casa Nipponica e l'allora ancora forte Chrysler portò in Illinois la costruzione della Mitsubishi Eclipse. Evidentemente la cosa piacque ed arrivò una seconda serie con gli stessi intenti. Infatti proprio questa seconda serie fu commercializzata con il marchio Plymouth. Rispetto alla prima serie cambiarono in modo evidente le forme in ottica aerodinamica e moderna ma anche del design degli interni. Non somiglia più ad una Prelude. Venne prodotta con diverse motorizzazioni. Nello specifico della GSX si trattava di un motore 2.0L da 210cv stock con uno 0-100 in 6.5s. Copyright: Tutte le foto sono dei rispettivi autori. Alcune sono tratte dai video di Passione Motori, altre le ho scaricate dal profilo pubblico di Garage 52. Alcune sono nostre di Pit Nagata e Rollo. La riproduzione eventuale del testo è consentita citando la fonte.












E' ancora presto per poter dire altro. Dovrei guidarla a lungo. Per come va sembra un equilibrio abbastanza riuscito tra l'assurdo e la normalità. Almeno dal punto di vista pratico. Penso sia un ottimo esempio di come delle vecchie auto possano riproporsi non solo con il "ricordo" di quando erano nuove ma anche con prestazioni effettive sulla lunga distanza. Il punto forte della vettura è il motore ed il tipo di trazione. Inoltre rispetto a quando l'avevo vista la prima volta i nuovi cerchi, il trattamento alla carrozzeria e gli accessori scelti da Passione Motori hanno definito una differenza sul colpo d'occhio. Il lato più obliquo è legato effettivamente al tipo di erogazione, se uno ama i bassi è meglio che non si sieda neanche qua dentro ed al contrario gli amanti degli alti dovrebbero trovare in essa una fucilata godereccia suprema. Per chi sogna un Eclipse credo non esista niente oltre questa rossa. Magari in futuro diventerete i nuovi custodi di questo manufatto. Siamo nel periodo dove le vere americane erano in declino e da quelle parti vendevano parecchio le auto Japponesi con motori ridotti e sovralimentati. Era il periodo peggiore per le Muscle Car Americane che si auto-copiavano il design per assomigliare alle Jappo che, appunto, al tempo erano pensate proprio per quel tipo di "pubblico" come un serpente che si morde la coda in un anello infinito. Risultati spiacevoli a parte in questo contesto di joint venture tra la casa Nipponica e l'allora ancora forte Chrysler portò in Illinois la costruzione della Mitsubishi Eclipse. Evidentemente la cosa piacque ed arrivò una seconda serie con gli stessi intenti. Infatti proprio questa seconda serie fu commercializzata con il marchio Plymouth. Rispetto alla prima serie cambiarono in modo evidente le forme in ottica aerodinamica e moderna ma anche del design degli interni. Non somiglia più ad una Prelude. Venne prodotta con diverse motorizzazioni. Nello specifico della GSX si trattava di un motore 2.0L da 210cv stock con uno 0-100 in 6.5s. Copyright: Tutte le foto sono dei rispettivi autori. Alcune sono tratte dai video di Passione Motori, altre le ho scaricate dal profilo pubblico di Garage 52. Alcune sono nostre di Pit Nagata e Rollo. La riproduzione eventuale del testo è consentita citando la fonte.












E' ancora presto per poter dire altro. Dovrei guidarla a lungo. Per come va sembra un equilibrio abbastanza riuscito tra l'assurdo e la normalità. Almeno dal punto di vista pratico. Penso sia un ottimo esempio di come delle vecchie auto possano riproporsi non solo con il "ricordo" di quando erano nuove ma anche con prestazioni effettive sulla lunga distanza. Il punto forte della vettura è il motore ed il tipo di trazione. Inoltre rispetto a quando l'avevo vista la prima volta i nuovi cerchi, il trattamento alla carrozzeria e gli accessori scelti da Passione Motori hanno definito una differenza sul colpo d'occhio. Il lato più obliquo è legato effettivamente al tipo di erogazione, se uno ama i bassi è meglio che non si sieda neanche qua dentro ed al contrario gli amanti degli alti dovrebbero trovare in essa una fucilata godereccia suprema. Per chi sogna un Eclipse credo non esista niente oltre questa rossa. Magari in futuro diventerete i nuovi custodi di questo manufatto. Siamo nel periodo dove le vere americane erano in declino e da quelle parti vendevano parecchio le auto Japponesi con motori ridotti e sovralimentati. Era il periodo peggiore per le Muscle Car Americane che si auto-copiavano il design per assomigliare alle Jappo che, appunto, al tempo erano pensate proprio per quel tipo di "pubblico" come un serpente che si morde la coda in un anello infinito. Risultati spiacevoli a parte in questo contesto di joint venture tra la casa Nipponica e l'allora ancora forte Chrysler portò in Illinois la costruzione della Mitsubishi Eclipse. Evidentemente la cosa piacque ed arrivò una seconda serie con gli stessi intenti. Infatti proprio questa seconda serie fu commercializzata con il marchio Plymouth. Rispetto alla prima serie cambiarono in modo evidente le forme in ottica aerodinamica e moderna ma anche del design degli interni. Non somiglia più ad una Prelude. Venne prodotta con diverse motorizzazioni. Nello specifico della GSX si trattava di un motore 2.0L da 210cv stock con uno 0-100 in 6.5s. Copyright: Tutte le foto sono dei rispettivi autori. Alcune sono tratte dai video di Passione Motori, altre le ho scaricate dal profilo pubblico di Garage 52. Alcune sono nostre di Pit Nagata e Rollo. La riproduzione eventuale del testo è consentita citando la fonte.












E' ancora presto per poter dire altro. Dovrei guidarla a lungo. Per come va sembra un equilibrio abbastanza riuscito tra l'assurdo e la normalità. Almeno dal punto di vista pratico. Penso sia un ottimo esempio di come delle vecchie auto possano riproporsi non solo con il "ricordo" di quando erano nuove ma anche con prestazioni effettive sulla lunga distanza. Il punto forte della vettura è il motore ed il tipo di trazione. Inoltre rispetto a quando l'avevo vista la prima volta i nuovi cerchi, il trattamento alla carrozzeria e gli accessori scelti da Passione Motori hanno definito una differenza sul colpo d'occhio. Il lato più obliquo è legato effettivamente al tipo di erogazione, se uno ama i bassi è meglio che non si sieda neanche qua dentro ed al contrario gli amanti degli alti dovrebbero trovare in essa una fucilata godereccia suprema. Per chi sogna un Eclipse credo non esista niente oltre questa rossa. Magari in futuro diventerete i nuovi custodi di questo manufatto. Siamo nel periodo dove le vere americane erano in declino e da quelle parti vendevano parecchio le auto Japponesi con motori ridotti e sovralimentati. Era il periodo peggiore per le Muscle Car Americane che si auto-copiavano il design per assomigliare alle Jappo che, appunto, al tempo erano pensate proprio per quel tipo di "pubblico" come un serpente che si morde la coda in un anello infinito. Risultati spiacevoli a parte in questo contesto di joint venture tra la casa Nipponica e l'allora ancora forte Chrysler portò in Illinois la costruzione della Mitsubishi Eclipse. Evidentemente la cosa piacque ed arrivò una seconda serie con gli stessi intenti. Infatti proprio questa seconda serie fu commercializzata con il marchio Plymouth. Rispetto alla prima serie cambiarono in modo evidente le forme in ottica aerodinamica e moderna ma anche del design degli interni. Non somiglia più ad una Prelude. Venne prodotta con diverse motorizzazioni. Nello specifico della GSX si trattava di un motore 2.0L da 210cv stock con uno 0-100 in 6.5s. Copyright: Tutte le foto sono dei rispettivi autori. Alcune sono tratte dai video di Passione Motori, altre le ho scaricate dal profilo pubblico di Garage 52. Alcune sono nostre di Pit Nagata e Rollo. La riproduzione eventuale del testo è consentita citando la fonte.












E' ancora presto per poter dire altro. Dovrei guidarla a lungo. Per come va sembra un equilibrio abbastanza riuscito tra l'assurdo e la normalità. Almeno dal punto di vista pratico. Penso sia un ottimo esempio di come delle vecchie auto possano riproporsi non solo con il "ricordo" di quando erano nuove ma anche con prestazioni effettive sulla lunga distanza. Il punto forte della vettura è il motore ed il tipo di trazione. Inoltre rispetto a quando l'avevo vista la prima volta i nuovi cerchi, il trattamento alla carrozzeria e gli accessori scelti da Passione Motori hanno definito una differenza sul colpo d'occhio. Il lato più obliquo è legato effettivamente al tipo di erogazione, se uno ama i bassi è meglio che non si sieda neanche qua dentro ed al contrario gli amanti degli alti dovrebbero trovare in essa una fucilata godereccia suprema. Per chi sogna un Eclipse credo non esista niente oltre questa rossa. Magari in futuro diventerete i nuovi custodi di questo manufatto. Siamo nel periodo dove le vere americane erano in declino e da quelle parti vendevano parecchio le auto Japponesi con motori ridotti e sovralimentati. Era il periodo peggiore per le Muscle Car Americane che si auto-copiavano il design per assomigliare alle Jappo che, appunto, al tempo erano pensate proprio per quel tipo di "pubblico" come un serpente che si morde la coda in un anello infinito. Risultati spiacevoli a parte in questo contesto di joint venture tra la casa Nipponica e l'allora ancora forte Chrysler portò in Illinois la costruzione della Mitsubishi Eclipse. Evidentemente la cosa piacque ed arrivò una seconda serie con gli stessi intenti. Infatti proprio questa seconda serie fu commercializzata con il marchio Plymouth. Rispetto alla prima serie cambiarono in modo evidente le forme in ottica aerodinamica e moderna ma anche del design degli interni. Non somiglia più ad una Prelude. Venne prodotta con diverse motorizzazioni. Nello specifico della GSX si trattava di un motore 2.0L da 210cv stock con uno 0-100 in 6.5s. Copyright: Tutte le foto sono dei rispettivi autori. Alcune sono tratte dai video di Passione Motori, altre le ho scaricate dal profilo pubblico di Garage 52. Alcune sono nostre di Pit Nagata e Rollo. La riproduzione eventuale del testo è consentita citando la fonte.












Impressioni
E' ancora presto per poter dire altro. Dovrei guidarla a lungo. Per come va sembra un equilibrio abbastanza riuscito tra l'assurdo e la normalità. Almeno dal punto di vista pratico. Penso sia un ottimo esempio di come delle vecchie auto possano riproporsi non solo con il "ricordo" di quando erano nuove ma anche con prestazioni effettive sulla lunga distanza. Il punto forte della vettura è il motore ed il tipo di trazione. Inoltre rispetto a quando l'avevo vista la prima volta i nuovi cerchi, il trattamento alla carrozzeria e gli accessori scelti da Passione Motori hanno definito una differenza sul colpo d'occhio. Il lato più obliquo è legato effettivamente al tipo di erogazione, se uno ama i bassi è meglio che non si sieda neanche qua dentro ed al contrario gli amanti degli alti dovrebbero trovare in essa una fucilata godereccia suprema. Per chi sogna un Eclipse credo non esista niente oltre questa rossa. Magari in futuro diventerete i nuovi custodi di questo manufatto. Siamo nel periodo dove le vere americane erano in declino e da quelle parti vendevano parecchio le auto Japponesi con motori ridotti e sovralimentati. Era il periodo peggiore per le Muscle Car Americane che si auto-copiavano il design per assomigliare alle Jappo che, appunto, al tempo erano pensate proprio per quel tipo di "pubblico" come un serpente che si morde la coda in un anello infinito. Risultati spiacevoli a parte in questo contesto di joint venture tra la casa Nipponica e l'allora ancora forte Chrysler portò in Illinois la costruzione della Mitsubishi Eclipse. Evidentemente la cosa piacque ed arrivò una seconda serie con gli stessi intenti. Infatti proprio questa seconda serie fu commercializzata con il marchio Plymouth. Rispetto alla prima serie cambiarono in modo evidente le forme in ottica aerodinamica e moderna ma anche del design degli interni. Non somiglia più ad una Prelude. Venne prodotta con diverse motorizzazioni. Nello specifico della GSX si trattava di un motore 2.0L da 210cv stock con uno 0-100 in 6.5s. Copyright: Tutte le foto sono dei rispettivi autori. Alcune sono tratte dai video di Passione Motori, altre le ho scaricate dal profilo pubblico di Garage 52. Alcune sono nostre di Pit Nagata e Rollo. La riproduzione eventuale del testo è consentita citando la fonte.












E' ancora presto per poter dire altro. Dovrei guidarla a lungo. Per come va sembra un equilibrio abbastanza riuscito tra l'assurdo e la normalità. Almeno dal punto di vista pratico. Penso sia un ottimo esempio di come delle vecchie auto possano riproporsi non solo con il "ricordo" di quando erano nuove ma anche con prestazioni effettive sulla lunga distanza. Il punto forte della vettura è il motore ed il tipo di trazione. Inoltre rispetto a quando l'avevo vista la prima volta i nuovi cerchi, il trattamento alla carrozzeria e gli accessori scelti da Passione Motori hanno definito una differenza sul colpo d'occhio. Il lato più obliquo è legato effettivamente al tipo di erogazione, se uno ama i bassi è meglio che non si sieda neanche qua dentro ed al contrario gli amanti degli alti dovrebbero trovare in essa una fucilata godereccia suprema. Per chi sogna un Eclipse credo non esista niente oltre questa rossa. Magari in futuro diventerete i nuovi custodi di questo manufatto. Siamo nel periodo dove le vere americane erano in declino e da quelle parti vendevano parecchio le auto Japponesi con motori ridotti e sovralimentati. Era il periodo peggiore per le Muscle Car Americane che si auto-copiavano il design per assomigliare alle Jappo che, appunto, al tempo erano pensate proprio per quel tipo di "pubblico" come un serpente che si morde la coda in un anello infinito. Risultati spiacevoli a parte in questo contesto di joint venture tra la casa Nipponica e l'allora ancora forte Chrysler portò in Illinois la costruzione della Mitsubishi Eclipse. Evidentemente la cosa piacque ed arrivò una seconda serie con gli stessi intenti. Infatti proprio questa seconda serie fu commercializzata con il marchio Plymouth. Rispetto alla prima serie cambiarono in modo evidente le forme in ottica aerodinamica e moderna ma anche del design degli interni. Non somiglia più ad una Prelude. Venne prodotta con diverse motorizzazioni. Nello specifico della GSX si trattava di un motore 2.0L da 210cv stock con uno 0-100 in 6.5s. Copyright: Tutte le foto sono dei rispettivi autori. Alcune sono tratte dai video di Passione Motori, altre le ho scaricate dal profilo pubblico di Garage 52. Alcune sono nostre di Pit Nagata e Rollo. La riproduzione eventuale del testo è consentita citando la fonte.



E' ancora presto per poter dire altro. Dovrei guidarla a lungo. Per come va sembra un equilibrio abbastanza riuscito tra l'assurdo e la normalità. Almeno dal punto di vista pratico. Penso sia un ottimo esempio di come delle vecchie auto possano riproporsi non solo con il "ricordo" di quando erano nuove ma anche con prestazioni effettive sulla lunga distanza. Il punto forte della vettura è il motore ed il tipo di trazione. Inoltre rispetto a quando l'avevo vista la prima volta i nuovi cerchi, il trattamento alla carrozzeria e gli accessori scelti da Passione Motori hanno definito una differenza sul colpo d'occhio. Il lato più obliquo è legato effettivamente al tipo di erogazione, se uno ama i bassi è meglio che non si sieda neanche qua dentro ed al contrario gli amanti degli alti dovrebbero trovare in essa una fucilata godereccia suprema. Per chi sogna un Eclipse credo non esista niente oltre questa rossa. Magari in futuro diventerete i nuovi custodi di questo manufatto. Siamo nel periodo dove le vere americane erano in declino e da quelle parti vendevano parecchio le auto Japponesi con motori ridotti e sovralimentati. Era il periodo peggiore per le Muscle Car Americane che si auto-copiavano il design per assomigliare alle Jappo che, appunto, al tempo erano pensate proprio per quel tipo di "pubblico" come un serpente che si morde la coda in un anello infinito. Risultati spiacevoli a parte in questo contesto di joint venture tra la casa Nipponica e l'allora ancora forte Chrysler portò in Illinois la costruzione della Mitsubishi Eclipse. Evidentemente la cosa piacque ed arrivò una seconda serie con gli stessi intenti. Infatti proprio questa seconda serie fu commercializzata con il marchio Plymouth. Rispetto alla prima serie cambiarono in modo evidente le forme in ottica aerodinamica e moderna ma anche del design degli interni. Non somiglia più ad una Prelude. Venne prodotta con diverse motorizzazioni. Nello specifico della GSX si trattava di un motore 2.0L da 210cv stock con uno 0-100 in 6.5s. Copyright: Tutte le foto sono dei rispettivi autori. Alcune sono tratte dai video di Passione Motori, altre le ho scaricate dal profilo pubblico di Garage 52. Alcune sono nostre di Pit Nagata e Rollo. La riproduzione eventuale del testo è consentita citando la fonte.



Conclusioni:
E' ancora presto per poter dire altro. Dovrei guidarla a lungo. Per come va sembra un equilibrio abbastanza riuscito tra l'assurdo e la normalità. Almeno dal punto di vista pratico. Penso sia un ottimo esempio di come delle vecchie auto possano riproporsi non solo con il "ricordo" di quando erano nuove ma anche con prestazioni effettive sulla lunga distanza.
Il punto forte della vettura è il motore ed il tipo di trazione.
Inoltre rispetto a quando l'avevo vista la prima volta i nuovi cerchi, il trattamento alla carrozzeria e gli accessori scelti da Passione Motori hanno definito una differenza sul colpo d'occhio.
Il lato più obliquo è legato effettivamente al tipo di erogazione, se uno ama i bassi è meglio che non si sieda neanche qua dentro ed al contrario gli amanti degli alti dovrebbero trovare in essa una fucilata godereccia suprema. Per chi sogna un Eclipse credo non esista niente oltre questa rossa. Magari in futuro diventerete i nuovi custodi di questo manufatto.
Siamo nel periodo dove le vere americane erano in declino e da quelle parti vendevano parecchio le auto Japponesi con motori ridotti e sovralimentati. Era il periodo peggiore per le Muscle Car Americane che si auto-copiavano il design per assomigliare alle Jappo che, appunto, al tempo erano pensate proprio per quel tipo di "pubblico" come un serpente che si morde la coda in un anello infinito. Risultati spiacevoli a parte in questo contesto di joint venture tra la casa Nipponica e l'allora ancora forte Chrysler portò in Illinois la costruzione della Mitsubishi Eclipse. Evidentemente la cosa piacque ed arrivò una seconda serie con gli stessi intenti. Infatti proprio questa seconda serie fu commercializzata con il marchio Plymouth. Rispetto alla prima serie cambiarono in modo evidente le forme in ottica aerodinamica e moderna ma anche del design degli interni. Non somiglia più ad una Prelude. Venne prodotta con diverse motorizzazioni. Nello specifico della GSX si trattava di un motore 2.0L da 210cv stock con uno 0-100 in 6.5s. Copyright: Tutte le foto sono dei rispettivi autori. Alcune sono tratte dai video di Passione Motori, altre le ho scaricate dal profilo pubblico di Garage 52. Alcune sono nostre di Pit Nagata e Rollo. La riproduzione eventuale del testo è consentita citando la fonte.



E' ancora presto per poter dire altro. Dovrei guidarla a lungo. Per come va sembra un equilibrio abbastanza riuscito tra l'assurdo e la normalità. Almeno dal punto di vista pratico. Penso sia un ottimo esempio di come delle vecchie auto possano riproporsi non solo con il "ricordo" di quando erano nuove ma anche con prestazioni effettive sulla lunga distanza. Il punto forte della vettura è il motore ed il tipo di trazione. Inoltre rispetto a quando l'avevo vista la prima volta i nuovi cerchi, il trattamento alla carrozzeria e gli accessori scelti da Passione Motori hanno definito una differenza sul colpo d'occhio. Il lato più obliquo è legato effettivamente al tipo di erogazione, se uno ama i bassi è meglio che non si sieda neanche qua dentro ed al contrario gli amanti degli alti dovrebbero trovare in essa una fucilata godereccia suprema. Per chi sogna un Eclipse credo non esista niente oltre questa rossa. Magari in futuro diventerete i nuovi custodi di questo manufatto.
Cenni storici sulla Eclipse seconda serie, l'ultima bella.
Siamo nel periodo dove le vere americane erano in declino e da quelle parti vendevano parecchio le auto Japponesi con motori ridotti e sovralimentati. Era il periodo peggiore per le Muscle Car Americane che si auto-copiavano il design per assomigliare alle Jappo che, appunto, al tempo erano pensate proprio per quel tipo di "pubblico" come un serpente che si morde la coda in un anello infinito. Risultati spiacevoli a parte in questo contesto di joint venture tra la casa Nipponica e l'allora ancora forte Chrysler portò in Illinois la costruzione della Mitsubishi Eclipse. Evidentemente la cosa piacque ed arrivò una seconda serie con gli stessi intenti. Infatti proprio questa seconda serie fu commercializzata con il marchio Plymouth. Rispetto alla prima serie cambiarono in modo evidente le forme in ottica aerodinamica e moderna ma anche del design degli interni. Non somiglia più ad una Prelude. Venne prodotta con diverse motorizzazioni. Nello specifico della GSX si trattava di un motore 2.0L da 210cv stock con uno 0-100 in 6.5s.
Lista noiosa delle modifiche:
https://tinyurl.com/Eclipsegsx44
In breve:
Copyright: Tutte le foto sono dei rispettivi autori. Alcune sono tratte dai video di Passione Motori, altre le ho scaricate dal profilo pubblico di Garage 52. Alcune sono nostre di Pit Nagata e Rollo. La riproduzione eventuale del testo è consentita citando la fonte.

